La scomparsa di Michele Columbu, omine de gabbale.

L’ADDIO A COLUMBU

PATIARCA SARDISTA.

di Francesco Casula

Michele Columbu ci ha lasciato. In un ospedale cagliaritano, il pomeriggio del 10 luglio scorso il suo cuore non ha più retto. Con lui scompare l’ultimo grande patriarca e leader del Sardismo ma anche l’intellettuale, lo scrittore e l’affabulatore ironico. Michele Columbu nasce a Ollolai l’8 febbraio 1914. Si laurea all’Università di Cagliari in Lettere classiche. Partecipa alla seconda guerra mondiale sul fronte russo. Nel 1948, non segue Lussu nella scissione del Psd’az, nonostante fosse “lussiano” dal punto di vista della politica sociale e anche per la simpatia che sentiva per l’uomo: è infatti in disaccordo per quanto atteneva “alla politica delle alleanze e di collaborazione con i partiti esterni”. Ma amareggiato e a disagio per quanto era successo, abbandona la Sardegna e si reca a Milano dove insegnerà nelle scuole medie. Rientrato in Sardegna – è lui a ricordarlo –  dal 1964 fa il professore a Cagliari e il Sindaco di Ollolai. Ecco come racconta la sua doppia “professione”:“Insegnando a Cagliari andavo a Ollolai alla fine della settimana…domenica facevo Consiglio…non c’erano assegni né gettone di presenza…io mi sentivo chiamare da tutte le parti «amministratore». Non potevo riparare un selciato, in dissesto e pericoloso, perché non c’era un centesimo nel comune…”. E poi ci sono i disoccupati “cinquanta capifamiglia” e i pastori colpiti da una grande nevicata. Manda Espressi e Telegrammi agli Assessori regionali. Neppure gli rispondono. Così concepisce e attua la marcia che passerà alla storia: da Cagliari a Ollolai a Sassari, percorrendo a piedi 500 km lungo tutta la Sardegna per chiedere lavoro e sviluppo delle zone interne e montane, per esprimere la protesta della Sardegna interna contro le condizioni di arretratezza in cui era lasciata non solo dal Governo centrale ma anche da quello regionale. Arriveranno attestati di solidarietà da tutta l’isola, specie dal mondo agropastorale. Si svilupperà una vera e propria protesta di massa contro il fallimento dell’Autonomia. Chiamato al Centro regionale della programmazione come esperto dei problemi del mondo agropastorale, lascia quando nel 1972 fu eletto deputato come indipendente  nelle liste del PCI, in rappresentanza del Partito sardo d’azione, di cui diventerà segretario prima e presidente poi. Nel 1984 venne eletto parlamentare europeo nella lista Federalismo Europa dei Popoli. Ha scritto numerosi racconti (i più famosi sono quelli della silloge L’aurora è lontana (1968) e un  romanzo Senza un perché (1992), che entrerà fra i finalisti del Premio “Giuseppe Dessì”. Columbu scrive prevalentemente in italiano ma anche in lingua sarda, che padroneggia magistralmente. Al di là dei contenuti e della lingua utilizzata, quello che emerge dalle opere di Columbu, che amava ironicamente definirsi “un pastore per pura combinazione laureato”, è uno scrittore raffinato e colto, con un linguaggio carico di deflagrazioni umoristiche e dalle grandi capacità allusive, impregnato di immagini ardite, di metafore, di parabole, di simboli e di proverbi. In lui ho sempre ammirato la saggezza, il moderato ottimismo, mai vacuo però e anzi temperato da un alone di scetticismo, il suo occhio sorridente, mai cattivo né arcigno, che spesso si fa ustorio ma che preferisce sempre l’ironia all’indignazione e all’invettiva, lo sberleffo satirico all’aggressione verbale.

Pubblicato su SARDEGNA Quotidiano del 11-7-2012

 

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