Gabbie salariali

Bossi, le gabbie salariali e i dialetti

di Francesco Casula*

Sbaglia chi derubricasse tutte le sortite di Bossi come folclore ferragostano o come boutade dal puro sapore provocatorio. Certo, tra le sue proposte ve ne sono alcune che devono essere respinte in toto e senza riserve, altre invece occorrerà valutarle con attenzione. Tra le prime penso a tutta la partita riguardante la immigrazione, gestita con criteri e metodi inumani e che talvolta lambiscono il razzismo. O penso alle proposte sulle gabbie salariali. Rispetto a queste ultime il problema all’ordine del giorno non è il ritorno a un passato insopportabilmente discriminatorio ma l’aumento dei salari per tutti i lavoratori, in modo particolare per quelli del Meridione e della Sardegna, che risultano essere di fatto mediamente inferiori a quelli del Nord di ben 22 punti. Tra le proposte invece che occorrerà prendere in seria considerazione, perché giuste e opportune, sono invece quelle riguardanti i dialetti e la storia locale. Certo la Lega pone il problema in modo sbagliato: vorrebbe utilizzare l’esame di dialetto come grimaldello antimeridionale, come filtro selettivo e come sbarramento contro i docenti del Sud.  Pone comunque un’istanza giusta. E i critici che si sono scagliati violentemente contro l’insegnamento dei dialetti e della storia locale, se non altro si muovono ancora dentro un orizzonte didattico vecchio e arretrato, persino più arretrato dei principi educativi che oggi informano gli stessi programmi scolastici che raccomandano di portare l’attenzione degli alunni “sull’uomo e la società umana nel tempo e nello spazio, nel passato e nel presente, nella dimensione civile, culturale, economica, sociale, politica e religiosa… per creare interesse intorno all’ambiente di vita del bambino, per accrescere in lui il senso di appartenenza alla comunità e alla propria terra”. Ciò significa -per quanto attiene per esempio alla nostra lingua materna, il Sardo- partire da essa per pervenire all’uso delle altre lingue, senza drammatiche lacerazioni con la coscienza etnica del contesto culturale vissuto, in un continuo e armonico arricchimento della mente e dell’intelletto, per aprire nuovi e più ampi orizzonti alla formazione e all’istruzione. Negando la lingua materna, -e dunque i valori alti di cui si alimenta- si esercita grave e ingiustificata violenza sui bambini, nuocendo al loro sviluppo e al loro equilibrio psichico.

*storico

(Pubblicato su Il Sardegna dell’1-9-09)

Gabbie salarialiultima modifica: 2009-09-01T19:43:20+02:00da zicu1
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