Scuola sarda

e5976d86bdf6ad34d17b09dd88916c13.jpgScuola sarda in liquidazione?

 

di Francesco Casula

 

Un vero e proprio tzunami sta per rovesciarsi sulla scuola sarda con un “taglio” per l’anno scolastico 2008-2009 di quasi mille docenti. Il piano di razionalizzazione –così, pudicamente, lo chiama il Ministero della Pubblica Istruzione- previsto dalla Finanziaria nazionale approvata alla fine del  Dicembre scorso, determina infatti all’art. 2 comma 412, precisi e colossali tagli agli organici della scuola sarda: 413 posti in meno nelle elementari; 178 posti in meno nelle medie; 350 posti in meno nelle superiori. La denuncia è di Paolo Maninchedda, capolista al senato nelle prossime elezioni politiche nella lista del PSD’Az, ma nei giorni scorsi era stata la CISL a lanciare il medesimo allarme. Il battagliero consigliere regionale sardista nel sottolineare le ricadute negative soprattutto nel Nuorese e nelle zone più spopolate – perché saranno quelle ad essere maggiormente colpite dalla scure ministeriale- denuncia il fatto che tali tagli sono un bel regalo del Governo Prodi ma segnatamente del Partito democratico. “Un chiaro esempio –scrive-  di come deputati e senatori, per fare carriera nei propri partiti, sono capaci di sacrificare gli interessi della loro regione di provenienza”. Gli effetti di tali tagli, a parte l’occupazione, colpiranno impietosamente la scuola nel suo complesso con l’eliminazione o l’accorpamento di intere classi, con l’inevitabile girandola e trasferimento di docenti, con la rottura della continuità didattica. A detrimento della quantità ma soprattutto della qualità dell’apprendimento e del sapere. Di converso verranno incrementate a dismisura la mortalità e la dispersione scolastica –in cui la Sardegna detiene poco invidiabili primati- che ipocritamente si dice di voler combattere, peraltro spendendo, anche da parte della Regione sarda, somme ingenti. Ma i tagli produrranno effetti ancor più devastanti, a livello sociale oltre che culturale, nei piccoli centri. In questi c’è addirittura il rischio della liquidazione di intere scuole elementari ma soprattutto medie. In molti paesi –del Nuorese ma non solo- scomparirà così l’unico presidio culturale, capace di aggregare i giovani e di offrire loro strumenti di crescita e di emancipazione. Con lo smantellamento della scuola pubblica, molti piccoli centri, ancor più di oggi andrebbero incontro allo spopolamento e all’estinzione. E la Sardegna sarebbe destinata alla progressiva desertificazione antropica, innescando il perverso meccanismo dell’inurbamento e della congestione delle città. (Pubblicato su Il Sardegna del 29-3-08)

Scuola sardaultima modifica: 2008-07-09T14:40:00+02:00da zicu1
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