Ricordando Lilliu, grande sostenitore del Bilinguismo, a un anno dalla sua scomparsa.

 

 

 

 

LA LEZIONE DI LILLIU E’ ANCORA VIVA

di Francesco Casula

A un anno dalla sua scomparsa l’Associazione culturale Ita mi contas il 14 marzo prossimo (ore 17.30, presso la Biblioteca di Flumini)  rievoca la figura, il pensiero e le opere di Giovanni Lilliu, il grande intellettuale sardo, la voce più importante e prestigiosa nel panorama culturale sardo degli ultimi 50 anni per il suo rigore scientifico di archeologo e storico e per la sua cultura vasta e profonda.

E’ autore delle più importanti opere sull’archeologia della Sardegna e di una copiosissima messe di opere e articoli. Come storico è particolarmente nota la categoria storiografica della «costante resistenziale» che così sintetizza:”Quell’umore esistenziale del proprio essere sardo, come individui e come gruppo che, in ogni momento, nella felicità e nel dolore delle epoche vissute, ha reso i Sardi costantemente resistenti, antagonisti e ribelli, non nel senso di voler fermare, con l’attaccamento spasmodico alla tradizione, il movimento della vita e della loro storia, ma di sprigionarlo il movimento, attivandolo dinamicamente dalle catene imposte dal dominio esterno”.

Unico sardo nell’Accademia dei Lincei, ha sempre condotto la battaglia per il Bilinguismo perfetto, ovvero per la parificazione della Lingua sarda con quella italiana.

Nel 1975, come Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari, chiedeva con una Lettera indirizzata al Presidente della Regione Sarda, un intervento politico presso il Ministero della Pubblica Istruzione, per l’insegnamento della Lingua sarda nella scuole. Tale lettera faceva seguito alla Risoluzione della stessa Facoltà sulla difesa del patrimonio etnolinguistico sardo, su cui Lilliu scrive: ”Il Consiglio ha constatato che gli indifferibili problemi della scuola appaiono oggi non risolvibili in un generico quadro nazionale. Il fatto stesso che la scuola sia diventata scuola di massa, comporta il rifiuto di una didattica assolutamente inadeguata in quanto basata sull’apprendimento concettuale, attraverso una lingua, l’Italiano, per molti aspetti estranea al tessuto culturale sardo. Il Consiglio rilevato che esiste il popolo sardo con una propria lingua dai caratteri diversi e distinti dall’italiano, ha assunto l’iniziativa di proporre alle autorità politiche della Regione e dello Stato il riconoscimento della condizione di minoranza etnico – linguistica per la Sardegna e della Lingua Sarda come lingua “nazionale” della minoranza.

Pubblicato su Sardegna Quotidiano del 13-3-2013

 

 

 

 

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