Il Prefetto di Cagliari Giuffrida inviso ai Sardi

Is Arenas e la figura dei Prefetti.

di Francesco Casula

Monta la protesta contro il prefetto di Cagliari per la vicenda di Is Arenas. Non solo da parte dei “tifosi” e sostenitori del Cagliari calcio ma dell’intera opinione pubblica sarda coinvolgendo per intanto esponenti politici: da Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione  che lancia gravi accuse parlando di “Continue vessazioni amministrative e penali”; al deputato Mauro Pili che chiede le dimissioni di Giuffrida per “manifesta incompatibilità ambientale”. Soprattutto sulla Rete è stata evocata l’antica costumanza sarda, che prevedeva per sos istranzos sgraditi e ostili alle comunità, l’accompagnamento degli stessi, sul dorso di un asino, fuori dall’abitato. Nel nostro caso, il prefetto potrebbe essere accompagnato o al Porto di Cagliari o all’aeroporto di Elmas: a suo piacimento.

Ma la vicenda ha assunto una dimensione più vasta e più politica, coinvolgendo il ruolo stesso dei prefetti: così il giurista Andrea Pubusa ha sostenuto che essi “dovrebbero essere banditi perché incompatibili con un ordinamento democratico, fondato sulle autonomie locali, quale è il nostro (art. 5 della Costituzione)”.

Giustamente. Essi infatti sopravvivono come cascame e residuo dell’ordinamento di uno Stato ottocentesco, centralista e accentrato. Nati con il  regio decreto del 9 ottobre 1861, furono mutuati dall’ordinamento napoleonico, autoritario e centralizzato, che non a caso li voleva dipendenti rigidamente dal Governo, come rappresentanti nel territorio dell’Esecutivo.

Oggi, la figura del prefetto, che sia nell’Italia prefascista che fascista  è stata espressione esemplare e paradigmatica dello stato napoleonico accentrato e autoritario stride e stona con uno Stato che vorrebbe – almeno in teoria – esser autonomista e regionalista. Ma tant’è: nessuna parte politica si batte oramai per la sua soppressione. Storicamente è stata una battaglia di Emilio Lussu che sosteneva la eliminazione delle province in primo luogo perché si trattava proprio in virtù della presenza del Prefetto, “di equivoche strutture politiche, fatte per mascherare una armatura governativa e poliziesca”. Per decenni è stata una rivendicazione del Partito sardo: oggi pare dimenticata anche dai sardisti. Eppure sarebbe urgente, nella discussione di un Nuovo Statuto della Sardegna, porre finalmente all’ordine del giorno la liquidazione di questi proconsoli “romani”,

in genere invisi alle popolazioni e antisardi.

Pubblicato su Sardegna Quotidiano del 13-2-2013

 

 

 

Il Prefetto di Cagliari Giuffrida inviso ai Sardiultima modifica: 2013-02-13T09:33:21+01:00da zicu1
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