Riscrivere il nuovo Statuto

E ora subito l’Assemblea Costituente

di Francesco Casula

Nel Referendum del 6 maggio scorso i Sardi si sono pronunciati con nettezza a favore dell’Assemblea Costituente per la riscrittura dello Statuto. Ora occorre passare subito all’indizione della elezione, a suffragio universale, dei Costituenti. A sollecitarla sono le forze politiche e sociali, ad iniziare dai sostenitori da sempre della Costituente: dalla CISL, con il segretario regionale Mario Medde, al Partito sardo con il segretario nazionale Giovanni Colli e il dirigente sassarese Michele Pinna. Scrive Medde:”Nella drammatica crisi dell’Isola, mentre si accentuano divisioni e contrapposizioni, solo l’Assemblea Costituente può consentire una ricomposizione all’insegna di un nuovo progetto di rilancio della Sardegna e delle stesse istituzioni. E’ con il coinvolgimento dei Sardi che sarà possibile  non solo riscrivere lo Statuto speciale della Sardegna e il nuovo patto costituzionale con lo Stato, ma anche dare vita, dopo le scelte che il referendum ha fatto sulle province, a un nuovo modello di rappresentanza istituzionale”. Mentre Pinna entra nel merito dei contenuti del nuovo Statuto affermando che “E’ lì in quello Statuto che i Sardi dovranno riscrivere il loro destino. E’ lì, in quella Carta, che i Sardi dovranno riscrivere il loro sistema tributario, il loro sistema di sviluppo economico, il loro sistema culturale, la lingua che vorranno usare liberamente nella vita privata come nella vita pubblica. E’ in quella Carta che i Sardi dovranno riscrivere il loro sistema dei trasporti per sottrarsi ai monopoli che impediscono loro di raggiungere liberamente e a basso costo la terraferma. E’ in quella Carta che i Sardi dovranno riscrivere le modalità con cui vorranno stare in Italia in Europa e nel mondo”. Difficile non convenire. Con l’attuale Statuto infatti i Sardi potranno amministrare solo la propria dipendenza e subalternità, economica e culturale. Di qui l’esigenza, non più procrastinabile, per non sprecare anche l’attuale legislatura regionale, del rifacimento di un nuovo Statuto, come vera e propria Carta costituzionale dell’Isola. Certo, la Casta politica – specie quella più gattopardesca, che fa finta di cambiare tutto per non cambiare niente – ancora una volta, può continuare a fare le orecchie da mercante e passare sopra la volontà popolare. Ma deve stare attenta: può essere travolta definitivamente.

Pubblicato su SARDEGNA Quotidiano del 14-5-2012

 

 

Riscrivere il nuovo Statutoultima modifica: 2012-05-14T13:42:00+02:00da zicu1
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