La storia locale e il libro “ARBUS TERRA DI CARRI E BUOI” di Francesco Ventaglio

LA STORIA

E LA LEZIONE

DI MARTINI

di Francesco Casula

A Pietro Martini, uno dei padri della storiografia sarda, intenzionato a introdurre fra gli studenti dell’Isola l’insegnamento della Storia sarda, le autorità governative piemontesi risposero che “nelle scuole dello Stato debbasi insegnare la storia antica e moderna, non di una provincia ma di tutta la nazione e specialmente d’Italia”.

Tale concezione, da ricondurre a un progetto di omogeneizzazione culturale, la ritroviamo pari pari anche nelle Leggi sull’istruzione elementare obbligatoria nell’Italia pre e post unitaria: con i programmi scolastici, impostati secondo una logica rigidamente statalista e italocentrica, finalizzati a creare una coscienza “unitaria“, uno spirito “nazionale“, capace di superare i limiti – così si pensava – di una realtà politico-sociale estremamente composita sul piano  storico, linguistico e culturale.

Questo paradigma fu enfatizzato nel periodo fascista, con l’operazione della “nazionalizzazione” dell’intera storia italiana ed è sopravissuta sostanzialmente ancora oggi, con i programmi scolastici che escludono la storia locale. Nonostante le significative posizioni degli storici francesi fin dagli inizi del Novecento  – come Marc Bloch, Lucien le Febvre o Braudel – secondo i quali non vi è una gerarchia di rilevanza fra storia locale e storia generale e solo una storia aperta e senza barriere disciplinari, è capace di valorizzare la vita degli uomini nel tempo e nello spazio, indagando a tutto campo: dalla cantina al solaio.

Ho ripensato a queste problematiche leggendo il libro di FrancescoVentaglio “Arbus, terra di carri e buoi” (che verrà presentato il 18 novembre  alle ore 17 al Montegranatico di Arbus).

Una bella e rigorosa ricerca che rappresenta  una vera e propria sonda infilata nel passato della cittadina del Medio Campidano, che registra segni etnologici e antropologici; un bastimento carico di preistoria, storia e di archeologia, ma soprattutto di riti e tradizioni, di cultura materiale e immateriale; un incunabolo dell’identità etno-nazionale e linguistica dei Sardi.

Un libro prezioso soprattutto per conoscere il paesaggio agrario di Arbus e del suo territorio ma anche del Medio Campidano e della Sardegna intera. L’Autore ambirebbe ad essere letto in modo particolare dai giovani perché – scrive –  “il futuro delle tradizioni potrà rimanere vivo solo se loro lo vorranno”.

Pubblicato su Sardegna quotidiano del 16-11-3011

 

La storia locale e il libro “ARBUS TERRA DI CARRI E BUOI” di Francesco Ventaglioultima modifica: 2011-11-16T09:17:00+01:00da zicu1
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