Permesso di soggiorno

 

Tassa sui permessi di soggiorno e tassa sul macinato”.

di Francesco Casula

La tassa agli emigrati sui permessi di soggiorno ha suscitato un vasto dissenso politico e sociale. L’opposizione più dura è però venuta dalla Conferenza episcopale italiana con un giudizio severissimo sulla tassa, definita :”inaccettabile balzello che rivela un’aberrante criminalizzazione del fenomeno migratorio”. Perché di questo in realtà si tratta: una brutale criminalizzazione degli immigrati regolari, con una tassa che ha puro valore propagandistico. E’ infatti poco plausibile che abbia altri risvolti e obiettivi. Per intanto sarà inefficace: probabilmente i costi saranno superiori ai reali incassi. In secondo luogo, almeno per quanto attiene alle badanti, verosimilmente sarà pagata dagli più dagli “assistiti”, ovvero dagli italiani, che dagli immigrati.

Ma quello che maggiormente colpisce e indigna di questa tassa è la “regressività”: si colpiscono i meno tutelati, i più poveri, i più deboli, sia socialmente e culturalmente che economicamente. Casomai ci si sarebbe dovuto aspettare una tassa “progressiva”: sulla base del reddito, della rendita, della proprietà.

La tassa proposta dal Ministro Maroni mi ha evocato un’altra famigerata e storica imposta “regressiva”: la tassa sul “Macinato”. Già nota ai contadini meridionale durante il dominio borbonico, l’imposta fu abolita dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia. Ma ben presto fu rimessa in vigore su iniziativa del Ministro delle Finanze Quintino Sella, che anziché applicare un’equa tassazione sulla proprietà terriera –alla quale la borghesia era contraria- si decise di colpire, con una tassa indiretta, ovvero sui consumi, i “dannati della terra”di allora: le plebi meridionali, grandi consumatrici di pane. Senza tema di evasioni, -perché l’imposta veniva calcolata mediante un contatore applicato ai mulini, che registrava la quantità di grano macinato- l’imposta potè procurare, un centinaio di milioni all’anno, cifra nell’800, significativa. L’applicazione dell’imposta provocò diffuse rivolte, che in poche settimane causarono ben 250 morti.

E’ probabile, che quand’anche, sciaguratamente, la tassa sugli immigrati fosse applicata, non assisteremo a rivolte: certo è che rischierebbe di spingere alla clandestinità ulteriori quote di immigrati: quando il nostro interesse dovrebbe essere il contrario. Ma tant’è, la furia propagandistica e ideologica spesso fa velo allo stesso buon senso.

 

(Pubblicato su Il Sardegna del 24-1-09)

Permesso di soggiornoultima modifica: 2009-02-17T07:22:00+01:00da zicu1
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