Incursioni barbaresche:”Ciuffo e gli altri, mille anni di terrore” di Francesco Casula

Unione sarda 4 gennaio 2015

I sardi presi in ostaggio e ridotti in schiavitù:fu un flagello“Ciuffo” e gli altri, mille anni di terrore.

di FRANCESCO CASULA

La Sardegna per più di un millennio è stata funestata dalle incursioni barbaresche: dal 703 fino al 1816.A detta dello scrittore libico moderno Mohamed M. Bazama, il primo assalto arabo all’Isola, forse alla base navale di Sulci (Sant’Antioco) avvenne il 24 gennaio del 703. Proseguirono, pressoché ininterrottamente – si diradarono fino a scomparire del tutto fra il XII e XIV secolo, in piena civiltà giudicale – fino al 1816, quando in seguito al Congresso di Vienna  le potenze europee imposero agli stati maghrebini del bey di Tunisi, del dey di Tripoli e del dey di Algeri,  la fine della tratta degli schiavi.Così il 3 aprile 1816  l’ammiraglio inglese Exmouth, anche come delegato del re di Sardegna, impose al bey di Algeri una convenzione che lo vincolava a pacifiche relazioni con il Regno di Sardegna. Dopo quella di Algeri analoghi trattati furono firmati con le reggenze di Tunisi e Tripoli. Le conseguenze delle aggressioni barbaresche furono immani: in termini di costi economici e delle perdite umane prima di tutto. Per non parlare della “paura del mare” che si creò nella psiche sarda: l’immagine del mare infatti sarà sempre associata alle figure dei pirati, a sos moros. Di qui la tendenza delle popolazioni costiere a ritirarsi nelle zone interne. Di qui l’abbandono delle tradizioni marinare e dell’agricoltura nelle aree litoranee, l’impaludamento delle zone costiere, l’accentuarsi della diffusione della malaria che s’aggraverà viepiù.Uno degli obiettivi delle incursioni era il sequestro di uomini e donne ma anche di bambini, da ridurre in schiavitù. Conosciamo degli esempi: il più famoso è un pastorello della Nurra, che adottato e allevato dal famoso corsaro Khair ad-din, detto Barbarossa, diventerà prima suo luogotenente e in seguito comandante in capo e rappresentante del sultano. Etichettato come “Sardo renegado”  assurgerà inoltre a terzo re di Algeri e sconfiggerà Carlo V nel 1541, in seguito alla seconda spedizione.Lo storico Pietro Martini ci parla anche di altri due sardi che faranno carriera politico-militare. Ricordando che nel 1772, verso la fine di Giugno, 28 galee muovono dal porto di Biserta verso Cagliari che tennero bloccata per più giorni, Martini scrive che a terrorizzare i cagliaritani contribuì la voce che a comandare le incursioni fossero “due rinnegati: uno sardo, detto Ciuffo, diventato rais di una galeotta, e promettitore di grandi razzie per ingraziarsi meglio il bey di Tunisi, temuto in particolar modo come conoscitore delle patrie coste; l’altro tabarchino, che da Carloforte dove lasciò la moglie, era partito a Tunisi per farvi fortuna”.Sempre Martini scrive che nel 1774 il “rinnegato” Ciuffo si sia consegnato ai sardi e, rifugiatosi in Convento, rimase lì fino all’abiura dell’Islamismo. In seguito, favorito dal Governo, avrebbe assunto il comando di una galea armata (forse quella stessa che comandava prima) combattendo “con sommo ardore” contro i Barbareschi.

 

 

Incursioni barbaresche:”Ciuffo e gli altri, mille anni di terrore” di Francesco Casulaultima modifica: 2015-01-08T09:57:38+01:00da zicu1
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