Pastorizia e letteratura sarda

 

 

Conferenza su

“Pastorizia e Letteratura sarda” all’Università della Terza Età di Sanluri

Martedi dalle ore 16 alle ore 18

 Francesco CASULA terrà una Conferenza su: Semus totus pastores. Si morit su pastore morit sa Sardigna intrea.

Senza la pastorizia la Sardegna si ridurrebbe a un territorio anonimo: senza storia e senza radici, senza cultura, senza lingua e senza identità. A forma di ciambella: con uno smisurato centro spopolato e desertificato e le coste sovrappopolate e ancor più inquinate. Con i sardi ridotti a lavapiatti e camerieri. Una Sardegna ancor più colonizzata e dipendente. Una Sardegna degli speculatori e degli avventurieri economici e finanziari stranieri, di ogni risma e zenia. Buona solo per ricchi e annoiati vacanzieri, da dilettare e divertire con qualche ballo sardo e bimborimbò da parte di “riserve indiane”, peraltro in via di sparizione.

Il pastore è stato storicamente una figura centrale in Sardegna non solo dal punto di vista economico e produttivo ma anche dal punto di vista antropologico, sociale, culturale e linguistico.  Tanto che nel 2004 l’Unesco ha riconosciuto il “Pastoralismo” –ovvero i valori sottesi alla civiltà pastorale, ad iniziare dalla musica e dal canto a tenore– patrimonio intangibile dell’Umanità. E’ il secondo riconoscimento alla Sardegna da parte dell’Unesco dopo il Nuraghe di Barumini.

Se dunque muore il pastore e la pastorizia non muore una delle tante figure sociali o un comparto economico ma la Sardegna intera: il suo etnos, il suo universo culturale, letterario, poetico, artistico e rituale. Voglio dire che la pastorizia non può essere ridotta a semplice fatto economico: le sue produzioni certo costituiscono ancora il nucleo fondamentale del nostro prodotto interno lordo, ma il  pastoralismo ha dato vita all’Intellettualità e alla Letteratura sarda: pensiamo Paolo Mossa, Luca Cubeddu, Melchiorre Murenu, alla poesia orale degli improvvisatori, a a Peppino Mereu, Montanaru, Deledda, Cambosu, Sebastiano e Salvatore Satta; agli artisti Nivola, Ballero, Ciusa, Floris; per non parlare di Emilio Lussu, Antonio Pigliaru, Michelangelo Pira e Antonello Satta, Eliseo Spiga, Michele Columbu.

Pastorizia e letteratura sardaultima modifica: 2010-10-15T10:06:32+02:00da zicu1
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