Mirto e Cortes per fare impresa


sudSindia tra il 21 e il 23 maggio ha dato l’avvio a Primavera nel Marghine con “Zimineas cun cannitas”. La Manifestazione, organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune, è stata scandita da una serie di iniziative culturali ed artistiche, ad iniziare dal laboratorio di Murales con Pina Monne, la bravissima artista di Irgoli che assieme ai ragazzi della scuola media locale, durante i tre giorni, ha dipinto un murale rappresentante la Fonte sindiese di “Banzu” con una scritta che invita la popolazione a rispettare “s’abba, su bene prus pretziosu”. È stato presentato lo scrittore Nino Nonnis…“finalmente profeta in bidda”, – recitava la locandina – che ha divertito i suoi compaesani, soprattutto quando è ricorso al sardo-campidanese. Ma le protagoniste vere sono state le Cortes Apertas visitate da centinaia di persone,provenienti da tutta l’Isola. Quest’anno sono state 34: ma avrebbero potuto essere molte di più assicura l’infaticabile presidente della pro loco Giovanni Attene. Le “Cortes” sono di fatto un incunabolo dell’identità dei sardi o meglio, una sonda infilata nel passato, nella sua storia, nei suoi riti e miti, nei saperi e nei sapori, nei mestieri e nei lavori tradizionali, per indagare sulla vita comunitaria antica dei singoli villaggi. Ma tutto ciò non in una dimensione nostalgica o come idoleggiamento dei “bei tempi andati” – anche perchè proprio belli spesso non erano – bensì come iniziative proiettate nel futuro: sul crinale artistico-culturale ma insieme economico, ovvero dell’identità, della produzione e del marketing: coniugando tradizione con modernità, gambali con computer. E sempre di più esse dovranno porsi come occasioni per far conoscere e vendere le proprie “merci”: da quelle materiali (come vino, liquori – il mirto sindiese è pregevolissimo – formaggi, pane, prodotti artigianali), a quelle immateriali: culturali, ambientali, artistiche e archeologiche. Ma dovranno porsi anche – per non dire soprattutto – come sollecitazione e stimolo per creare “imprese”: da questo punto di vista hanno già prodotto buoni risultati. Ma ancor più, su questo crinale, ci si dovrà muovere nel futuro se vogliamo che soprattutto i piccoli centri del Nuorese non muoiano, attraverso lo spopolamento ormai endemico e, pare, inarrestabile. (Francesco Casula, storico)

Da Il Giornale di Sardegna del 01/06/2010

Mirto e Cortes per fare impresaultima modifica: 2010-06-04T18:28:30+02:00da zicu1
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