In ricordo dell’artista scomodo

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Presentata a Gavoi l’opera di Antonello Satta

In ricordo dell’artista scomodo

di Francesco Casula*

L’Amministrazione comunale di Gavoi –con il sindaco Lai e l’assessore alla cultura Buttu in prima fila- il nove ottobre scorso ha voluto ricordare il cittadino più illustre del centro barbaricino: Antonello Satta. L’occasione è stata offerta dalla presentazione delle sue opere, pubblicate in due volumi da Condaghes editori, a cura di Alberto Contu. Scomparso nel 2003, Satta, dalla personalità poliedrica, -è stato giornalista, saggista, acuto studioso della cultura e della poesia popolare, scrittore, ricordo il suo capolavoro, “Cronache dal sottosuolo, la Barbagia”, poeta, traduttore ed editore-, nella sua vita e anche post mortem è stato sottoposto –almeno fin’ora- alla damnatio memoriae: l’espressione è del curatore delle opere Contu, autore di una magistrale introduzione. Gli è che Satta, uno degli intellettuali più lucidi e innovativi della Sardegna del Secondo Novecento, era un personaggio scomodo, irregolare: fuori e contro i Partiti e le camarille, i gruppi di potere e le lobbies, culturali, editoriali e accademiche. Un intellettuale che metteva in discussione tutte le coordinate culturali e politiche dei gruppi dominanti, di destra come di sinistra: l’area politica, quest’ultima, da cui proveniva e di cui criticava lo statalismo, l’industrialismo, il vacuo progressismo, l’ostilità alla lingua sarda, una visione becera e sbagliata della Questione sarda. Soprattutto intorno a questa ha sviluppato il suo pensiero in saggi ed articoli. Egli ritiene infatti che la Questione sarda deve rifondarsi a partire dal riconoscimento di una comunità con caratteristiche etniche originali e inconfondibili: non può dunque essere affogata e risolta all’interno della Questione meridionale, come la sinistra si ostinava a pensare, ma deve essere considerata come Questione nazionale sarda: di qui, fra l’altro l’intestazione della rivista “NAZIONE SARDA”, che fondò e diresse negli anni ’70 e a cui collaborarono intellettuali,come Lilliu, Eliseo Spiga, Antonio Cossu, Gianfranco Contu, Mario Vargiu e molti altri. Uno dei tratti essenziali della Questione sarda riteneva che fosse la Lingua: che occorreva non tutelare e conservare –come se fosse un bronzetto nuragico-, ma promuovere, valorizzare e sviluppare, per arrivare al bilinguismo perfetto, ovvero alla parificazione giuridica e pratica del sardo con l’Italiano e alla sua ufficializzazione.

 

*storico

Titolo: Maestrale: intervista ad Antonello Satta
Autore: Columbu Giovanni
Riprese: Pani Ignazio, Passoni Giuseppe
Raccolta: Archivio Rai
E’ parte di: Maestrale
Tipologia: interviste
Argomento: Storia e tradizioni
Lingua: italiano, sardo
Descrizione: breve trasmissione in cui il giornalista e scrittore Antonello Satta dialoga con sé stesso, specialmente in riferimento alla recente morte dell’artista Costantino Nivola. Il tema della riflessione è incentrato sulla condizione esistenziale dell’intellettuale, caratterizzata dalla solitudine e dalla perpetua riflessioni sul mondo, e dal senso che le sue opere assumono come mezzo di fuga dalla propria coscienza e come dialogo con la morte.

ID: 91448
Link risorsa: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=91448


 

In ricordo dell’artista scomodoultima modifica: 2009-10-22T09:21:00+02:00da zicu1
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