Per ricordare Salvatore Cambosu di Orotelli

 

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Un po’ di Miele amaro per tutti

di Francesco Casula*

La proposta di legge regionale bipartisan –prima firmataria Simona de Francisci-  finalizzata all’ingresso ufficiale della Regione nella Fondazione Salvatore Cambosu promossa dalla Amministrazione comunale di Orotelli, e dunque al relativo finanziamento della stessa, deve essere salutata con favore. Con l’augurio che, dopo decenni di silenzio, venga disseppellito e conosciuto il grande scrittore di Orotelli, che nelle sue opere ci ha raccontato, in modo suggestivo, la tradizione popolare del mondo agro-pastorale sardo. E venga studiato, ad iniziare dalla Scuola, in cui sopravvivono abbondanti cascami retorici italocentrici, ma non c’è spazio per un autore come Cambosu, l’autore di di Miele amaro (1955). Un’opera questa in cui raccoglie suoi racconti e ricordi insieme a leggende, fiabe, poesie, filastrocche, indovinelli della tradizione popolare sarda. Un libro unico nel suo genere, in cui dà voce a una esperienza collettiva, alla cultura sarda nella storia dell’Isola. Gonario Pinna lo definirà Un bastimento carico di spezie e di fiabe, di essenze di storia, d’immagini preziose e di racconti, di miele e di poesia”; Bachisio Zizi “Una grande enciclopedia e anche un labirinto di segni”; Antonio Pigliaru “Il fatto più rilevante della cronaca letteraria sarda degli ultimi decenni”; Giuseppe Petronio “Un breviario di tutto ciò che un sardo può conoscere e amare della sua isola”; Michelangelo Pira  “Dolente  mosaico della vita della Sardegna intera”; Margherita Guidacci un libro in cui i sardi “troveranno per la prima volta, scoperti alla loro attenzione, molti tratti essenziali della loro fisionomia” e per i non sardi “Una migliore introduzione alla Sardegna non si poteva desiderare”. Miele Amaro è tutto questo ma anche altro. In sintesi può essere definito come un almanacco, un’antologia, un catalogo generale dell’identità sarda, della sua storia e della sua civiltà, che Cambosu ora come etnologo e antropologo, ora come demologo e storico, ma soprattutto come narratore e poeta, racconta dall’interno, dal sottosuolo, facendosi portavoce del popolo. O, se vogliamo possiamo considerarlo un romanzo antropologico sulla Sardegna, sospesa allora fra arcaicità e modernizzazione, tradizione e innovazione, difesa e valorizzazione dell’identità e apertura all’innovazione. Che propone una sardità forte ma ancorata alla realtà e non mitizzante.

*storico

(Pubblicato su Il Sardegna del 7-10-09)

Per ricordare Salvatore Cambosu di Orotelliultima modifica: 2009-10-07T08:53:00+02:00da zicu1
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