Limba sarda: novas bellas!

Limba sarda: novas bellas!

 

di Francesco Casula

 

Novas bellas pro sa Sardinna intrea ma mescamente pro sa cultura e sa limba e duncas pro sa creschida de s’identidade etno-natzionale de totu sos Sardos: la Giunta regionale ha deliberato di adottare un modello di lingua scritta chiamata “Limba sarda comuna” per gli usi ufficiali dell’Amministrazione regionale. Si tratta di una scelta coraggiosa il cui merito va soprattutto al Presidente Soru e all’Assessore Pilia che rompendo gli indugi e superando dubbi e opposizioni hanno imboccato la strada dell’ufficializzazione concreta della Lingua sarda scegliendo uno standard linguistico.

 

Come nel passato anche recente –penso alle polemiche contro la proposta di Limba sarda unificata- anche questa volta ci saranno i fusionisti, gli integrazionisti ma specie gli ascari che grideranno allo scandalo: si tratta di ragli che non incantano ormai più nessuno, di zaulos de canes de isterzu e di appeddos scarrabecciaos, movidos dae sa tirria chi faghent solu stragazzu e carraxu; allegos scoscimingiaus chi non spreviant nemos ma allocchiant sa zente.

 

Come nel passato –qualche eco l’abbiamo già sentita in questi giorni- qualcuno parlerà di lingua costruita a tavolino, di esperanto, di affossamento della ricchezza e varietà linguistica sarda. Si tratta di obiezioni che non reggono, di preoccupazioni fuori luogo. Nelle Norme della “Limba sarda comuna” si afferma con chiarezza che “le forme adottate non sono nuove creazioni, frutto di invenzione, ma forme reali, riscontrabili nell’uso orale. Ne risulta una varietà linguistica con elementi di naturalità, punto di mediazione ma non frutto di una media artificiale…”.  Di qui un esempio molto calzante e convincente: “Tra un esito limba e un altro lingua non si è trattato di inventare un ipotetico ibrido (come sarebbe lingba) ma di scegliere un risultato linguisticamente più identitario: limba”.

 

Lo standard scelto dunque –da utilizzarsi in via sperimentale per la redazione dei documenti della Regione sarda e rivolto a tutti i sardi – “non è una nuova lingua che si sostituisce alle varietà parlate, ma semplicemente una norma scritta di riferimento ad esse complementare che propone una mediazione fra le differenze che costituiscono la irrinunciabile ricchezza e multiformità della Lingua sarda”.

 

Ricchezza e multiformità che proprio in virtù dello standard non solo a mio parere non saranno penalizzate ma verranno esaltate e rinvigorite: senza una lingua ufficiale scritta infatti il rischio reale è che il Sardo nel giro di qualche decennio muoia o venga marginalizzato e ghettizzato nel semplice folclore e nelle feste paesane.

 

Certo occorre avere chiara la consapevolezza che si tratta solo di un primo e parziale passo verso il Bilinguismo perfetto: ma in questo caso non è il quantum che conta ma la direzione di marcia. E quella indicata da Soru e Pilia è quella giusta.

 

Perché lo standard, oggi previsto solo per i documenti della Regione sarda, venga utilizzato ufficialmente nei mass-media, nella pubblicità, in tutta la pubblica amministrazione ma soprattutto nella Scuola e nell’insegnamento, probabilmente ci vorranno altre battaglie.

 

Il dado comunque è tratto e indietro non si torna: il medioevo della proibizione e della censura della Lingua sarda dobbiamo considerarlo definitivamente consegnato al passato, specie dopo la decisione fausta della Giunta regionale e le posizioni a favore espresse fin’ora oltre che dal Partito sardo, dai Ds e da Progetto Sardegna. A cui – son sicuro- ne seguiranno molte altre. Anche da parte di Partiti contrari all’attuale maggioranza.

 

 

 

Limba sarda: novas bellas!ultima modifica: 2007-07-05T11:15:02+00:00da zicu1
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