In Sardegna la Quarantena per colera di Honore’ de Balzac, il “negazionista”!

Francesco Casula

Honoré de Balzac, romanziere, critico, drammaturgo, giornalista e stampatore, è considerato il principale maestro del romanzo realista francese del XIX secolo.
Scrittore prolifico, ha elaborato un’opera monumentale – la Commedia umana – ciclo di numerosi romanzi e racconti che hanno l’obiettivo di descrivere in modo quasi esaustivo la società francese contemporanea all’autore o, come ha detto più volte l’autore stesso, di “fare concorrenza allo stato civile”.
Fece un breve viaggio, di circa tre settimane, in Sardegna dove arriva nel Marzo del 1838 imbarcandosi da Marsiglia, con la speranza di riattivare le locali miniere d’argento, attraverso lo sfruttamento di giacimenti di scorie abbandonate nell’Isola, presso l’Argentiera nella Nurra, a Nord-Ovest di Sassari. Fallito quel tentativo, ci riprova nel sud della Sardegna, si precipita infatti nella zona di Domusnovas percorrendo in cinque giorni oltre duecento chilometri in diligenza e molti altri a cavallo. Ancora un fallimento.
Il resoconto del viaggio in Sardegna, da Alghero all’Argentiera, da Sassari a Cagliari, e della sua picaresca impresa è contenuto in sette lettere, indirizzate da Balzac alla contessa polacca Ewelina Hanska, che lo scrittore sposerà nel 1850, pochi mesi prima della sua morte, che avverrà il 18 Agosto 1850 a Parigi.
Il manoscritto, oggi conservato all’Institut de France, è stato per la prima volta tradotto in italiano, a cura della Biblioteca di Sardegna che nel 2010 ha anche organizzato una mostra a Cargeghe, (Sassari), attorno al viaggio avventuroso del grande scrittore francese.
Nella quarta epistola, del 2 Aprile, fa sapere alla contessa polacca che “Questa sera alle dieci mi prende una piccola barca, e poi cinque giorni di quarantena ad Alghero, piccolo porto che voi potete vedere nella Carta della Sardegna; è lì che tra Alghero e Sassari, seconda capitale dell’Isola, si trova il distretto dell’Argentiera, dove andrò a vedere delle miniere abbandonate dalla scoperta dell’America”.
Nella quinta spedita da Alghero il 7 Aprile, preannuncia quanto svilupperà nella sesta lettera:”L’Africa comincia qui:ho intravisto una popolazione in cenci, tutta nuda, abbronzata come gli etiopi”, scrive. Oltretutto, “questa popolazione in cenci”, “questi selvaggi”, si lamenta, “non vogliono darci niente”! E così, è costretto, con i marinai, a nutrirsi di una orribile zuppa di pesce! Si lamenta anche con il Governatore di Alghero “che ha dato l’ordine di levare la fune appena il mare si sarebbe calmato; questo loro sistema di quarantena è assurdo, giacché o abbiamo contagiato il colera o non lo abbiamo contagiato. E’ una pura fantasia del Governatore che vuole che si faccia ciò che egli ha detto, come prova della sua autorità e della sua potenza di ogni cosa”.
Si tratta – precisa in Una fallita intrapresa mineraria di Onorato Balzac, lo storico sardo Dionigi Scano – “di Don Andrea Cugia, Maggiore generale nella Regia Armata, salda tempra di soldato che, poco curandosi della grande nation e meno del rinomato romanziere, fece rimuovere la fune e non permise l’ormeggio se non dopo ultimato il periodo della quarantena”.

In Sardegna la Quarantena per colera di Honore’ de Balzac, il “negazionista”!ultima modifica: 2020-09-10T17:10:00+02:00da zicu1
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