Elezioni regionali:Indipendentisti divisi e/o alla diaspora?

L’Indipendenza

ha bisogno anche

di unità

di Francesco Casula 

Gli Indipendentisti da anni oramai svolgono in Sardegna un ruolo  politico importante, con battaglie significative e, spesso, vincenti. Segnatamente da parte dei Gruppi più consistenti e culturalmente più avveduti. Penso in modo particolare alla iniziativa di Sardigna Natzione, coinvolgente e popolare, sul il nucleare, che ha visto i Sardi pronunciarsi, nel Referendum, pressoché all’unanimità contro. Penso alla lotta dell’IRS, da anni oramai, contro le devastazioni ambientali delle industrie “nere”, specie del Sassarese, e nel contempo la richiesta per la bonifica del territorio inquinato. Penso alle iniziative di ProgRes, sul versante culturale e linguistico, specie con “Faghimus s’Iscola sarda”. Penso all’azione di Sardigna libera con la leader Claudia Zuncheddu, impegnata contro la truffa della “Chimica verde” o del Progetto Galsi. Penso infine alla battaglia antimilitarista di A Manca pro s’Indipendentzia , a Nuoro ma non solo. Si tratta di iniziative condivisibili, che incrociano i bisogni e le aspettative dei Sardi. I cui obiettivi prefigurano i tratti essenziali di un progetto di sviluppo eco-sostenibile ed endogeno. Contrapposto a quello neocoloniale, che ha dominato in questi ultimi 30/40 anni, imposto dall’Italia ma mediato dagli ascari locali, tutto giocato sulla petrolizzazione dell’Isola e sull’industria nera e inquinante. Tutto bene allora? No, per niente. Gravissimi limiti ed errori continuano a contrassegnare il mondo indipendentista: la frantumazione e la divisione innanzitutto. E con essa il settarismo, le inutili diatribe pseudoideologiche e persino la rissa. Ben altro aspettano i Sardi da quel Pianeta. Per intanto l’unità. Ad iniziare dalla prossima scadenza elettorale delle regionali. E’ urgente che si dia vita, al più presto, a Incontri per verificare la possibilità di una Lista unitaria del variegato movimento indipendentista. Altrimenti, si perderà un’occasione formidabile per una presenza corposa nell’Istituzione fondamentale dei Sardi. Sarebbe un dramma e una disfatta certa, se ci si presentasse ancora una volta divisi. Magari per agitare, solitari, la propria bandierina di gruppo. O, peggio, se ci si disperdesse in altri Partiti. Magari in partiti italioti. Quelli stessi che hanno portato al collasso la nostra economia. E che continuano a castrare la nostra cultura e la nostra lingua per omologarci e assimilarci, snazionalizzandoci.

Pubblicato su Sardegna Quotidiano del 17-5-2013

Elezioni regionali:Indipendentisti divisi e/o alla diaspora?ultima modifica: 2013-05-17T09:13:56+02:00da zicu1
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Un pensiero su “Elezioni regionali:Indipendentisti divisi e/o alla diaspora?

  1. Caro Francesco hai assolutamente ragione. Ci vorrebbe una specie di Partito Sardo d’Azione socialista che trovasse in Gramsci e Lussu le basi ( oltre che in tutta la Storia della Sardegna ) etico-politico-culturali di una possibile indipendenza. Ma siccome il romanticismo non basta occorre soppesare bene l’eventuale impatto economico dell’indipendenza. Penso che la Sardegna avrebbe bisogno di almeno 100 ML di PIL/Anno. Come renderlo possibile? Bandinu non mi ha saputo rispondere. Ciao Maurizio.

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