Il nuovo vocabolario Italiano/Sardo campidanese (Edizioni Grafica del Parteolla) di Giovanni Casciu

QUELLE PAROLE

IN SARDO

PER I SARDI

di Francesco Casula

Negli ultimi trent’anni sono state pubblicate in lingua sarda – e parlo solo di quelle censite –  circa 100 opere: dai tradizionali Contos ai romanzi, alcuni di gran valore. Mentre negli ultimi 15 anni nella Scuola c’è stato un fiorire di sperimentazioni e progetti di insegnamento del Sardo. Nel contempo vi è stata una produzione di Vocabolari sardi, strumenti indispensabili – insieme alle Grammatiche – per uno studio e una conoscenza scientifica della nostra lingua. Fra i Vocabolari di recente pubblicazione è degno di nota quello di Giovanni Casciu, “Vocabolario Italiano/ Sardo-Campidanese”, edito da Grafica del Parteolla, Casa editrice di Dolianova che, coraggiosamente, da anni investe per valorizzare e diffondere la lingua e la cultura sarda. Casciu, per decenni insegnante elementare, è studioso serio e rigoroso della lingua sarda: il suo nuovo vocabolario si aggiunge a quello da lui pubblicato negli anni scorsi e giunto oramai alle 3° edizione: “Vocabolario Sardo-Campidanese/ Italiano. Ma ecco cosa scrive nella pregevole e corposa prefazione alla nuova fatica di Casciu, Maurizio Virdis, professore ordinario di Filologia romanza all’Università di Cagliari: “Questo vocabolario di Giovanni Casciu viene a colmare una mancanza e sopperisce a una necessità. Si tratta di un dizionario che comprende più di 25.000 lemmi; esso, esemplato sui migliori dizionari italiani d’uso, propone la traduzione sardo campidanese di ciascuna voce in entrata, per molte delle quali sono riportate varianti lessicali diverse, spesso accompagnate da esemplificazione mediante sintagmi o frasi che chiariscono il valore semantico particolare”. E ancora: “Il vocabolario di Giovanni Casciu è dunque uno strumento importante e utile all’interno del dibattito sulla lingua sarda, e nei confronti dei tentativi che si vanno oggi facendo per il recupero, vivo e non solo accademico, di essa; affinché la nostra lingua venga impiegata anche al di là dei limiti in cui sempre più viene ridotta. Recuperare una lingua – e il suo lessico! – è infatti recuperare una libertà e, insieme, cercare di por fine, o almeno di arginare una marginalità. Significa eminentemente stabilire e riconquistare una segmentazione originale dell’universo del significabile, una specola diversa da cui guardare il mondo, un ulteriore e particolare rapporto con la realtà”. Ben detto.

Pubblicato su SARDEGNA quotidiano del 22-1-2012

Il nuovo vocabolario Italiano/Sardo campidanese (Edizioni Grafica del Parteolla) di Giovanni Casciuultima modifica: 2012-01-22T10:21:06+01:00da zicu1
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