Un nuovo libro di Franco Carlini

La tradizione

dei “Contus”

campi danesi

di Francesco Casula

Franco Carlini ritorna nelle librerie con la pubblicazione di “Sa domu de s’orcu”, una raccolta di racconti tradizionali in lingua sarda, in gran parte frutto di una ricerca sul campo. Poeta e scrittore bilingue, Carlini ha alle spalle una vasta produzione poetica con le sillogi “Biddaloca” (1989), “Murupintu” (1991), “Sa luna inciusta” (2004) ma anche in prosa con i Racconti “S’omine chi bendiat su tempus” (2001), “Su conillu beffianu” (2004) e il romanzo “Basilisa”, Premio Deledda 2002 per la letteratura in lingua sarda. L’ultima sua opera “Sa domu de s’orcu” (Della Torre Editore), in lingua campidanese con la traduzione in italiano, contiene 30 Contus di gigantis e di cogas, di reis e di piccioccus assortaus; Contus casi berus e Contus spreviosus.

Secondo l’antropologo Giulio Angioni, autore di una pregevole prefazione, con questi Contus, Franco Carlini “ha voluto fare per la narrativa tradizionale della Sardegna, soprattutto meridionale, quello che hanno fatto, per esempio, Italo Calvino per l’Italia molto di recente, qualche secolo fa Perrault per la Francia, i Grimm per la Germania in epoca romantica, e magari prima ancora qualcuno delle parti della Persia per Le mille e una notte e prima ancora Fedro ed Esopo per Roma e Grecia antiche, e magari anche Omero, che è stato messo in questione appunto perché probabilmente anche lui ha messo per iscritto a modo suo racconti epici che altri già raccontavano, anzi cantavano a modo loro da secoli. Questi nomi famosi non li ho fatti a caso, ma anche per la ragione che tutti hanno lavorato sulla narrativa tradizionale popolare della loro gente più o meno allo stesso modo, cioè raccogliendo e rielaborando in proprio per iscritto il materiale raccolto dalla «voce del popolo», come si è detto spesso di loro, e quasi sempre facendo anche un’operazione di normalizzazione linguistica di un materiale dialettalmente variegato”.

Carlini infatti opera un felice tentativo di una sua personale koinè grafica e linguistica, attraverso un campidanese standard mediano, dunque senza particolarità locali ma che può essere ben compreso non solo dai campidanesi ma da tutti i sardi.

Si tratta di un libro – cito ancora Angioni – “consigliabile anche come strumento di insegnamento linguistico…non solo ai ragazzi, ma semmai ai ragazzi di ogni età e cultura, dai sette ai cent’anni e passa”.

Pubblicato su Sardegna quotidiano del 28.12-2011

 

 

 

 

 

 

 

 

Un nuovo libro di Franco Carliniultima modifica: 2011-12-28T09:54:24+01:00da zicu1
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