L’attualità della Carta de Logu

Il diritto di Eleonora e le donne

sudIl 14 Aprile scorso ricorreva il 618° anniversario della promulgazione della Carta de Logu. Chissà se qualche docente 1’ha ricordato agli studenti sardi. Sarebbe stata una occasione per far conoscere quel “monumento” alla cultura e alla lingua sarda, prima ancora che al diritto civile e penale. che rappresentò quella vera e propria Costituzione della “nacion sardesca”, emanata da Eleonora d’Arborea nel 1392. Scritta in sardo-arborense è sicuramente il Codice legislativo più importante di tutto il medioevo sardo e non solo. Il re spagnolo Alfonso il Magnanimo –che ormai domina sulla Sardegna- l’apprezzerà a tal punto da estenderla nel 1421 a tutta l’Isola, in cui rimarrà in vigore per più di 400 anni, fino al 1827 quando sarà sostituita dal Codice Feliciano. Federigo Scoplis un magistrato piemontese autore della “Storia della Legislazione italiana” considerata da molti studiosi la prima significativa opera di sintesi sulla storia del diritto in Italia, scrive a proposito della Carta de Logu: “Sullo scorcio del secolo XIV si vide in una regione dell’Isola di Sardegna promulgarsi una legge che per la sapienza di molti precetti, che vi si racchiudono, ottenne non solamente di essere estesa a tutto il regno, ma ebbe di più il vanto di essere tenuta per segno di un perfezionamento sociale, del quale erano allora ancora lontane le più vaste contrade del continente italiano […]. La Carta de Logu contiene molte e particolari disposizioni, le quali a dire di un dotto giureconsulto sardo che la prese a illustrare, pressoché tutte convengono ai costumi dei Sardi dei nostri tempi”. Fra i tanti articoli interessanti voglio ricordare il XXI°, in cui si prevedono le pene contro chi violenta una donna sposata o una qualsiasi donna promessa sposa o una vergine. L’interesse del capitolo è dato soprattutto dalla pena prevista per chi violenta una donna nubile: sia condannato –si ordina- a pagare duecento lire e sia tenuta a sposarla ma solo “se piace alla donna” e dunque se lei è consenziente. Si tratta come ognuno può notare di una posizione che potremmo definire di un “femminismo ante litteram”, espressione non a caso di un legislatore donna. Ma non basta: nel caso che lei non sia consenziente, l’uomo violentatore è tenuto a farla accasare munendola di una dote secondo la condizione sociale della donna violentata e il rango dell’uomo violentatore. (Francesco Casula, storico)

Da Il Giornale di Sardegna del 20/04/2010

L’attualità della Carta de Loguultima modifica: 2010-04-20T11:14:00+02:00da zicu1
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