Statutaria

Statutaria addio e meno male.

di Francesco Casula*

La Corte Costituzionale ha bocciato la Legge Statutaria: ha ritenuto infatti illegale la promulgazione avvenuta nel Luglio scorso da parte di Soru. Approvata il 7 marzo 2007 con una maggioranza inferiore ai due terzi dei Consiglieri Regionali, è stata sottoposta a Referendum popolare richiesto da 19 consiglieri regionali e tenutosi il 21 ottobre 2007. I Sardi, a stragrande maggioranza, votano contro, condividendo il NO espresso da intellettuali e politici sia del centro sinistra che del centro destra. La bocciatura della Corte, per motivi di forma, è stata dunque anticipata dal No dei sardi, per motivi di corposa sostanza politica e culturale. Si trattava infatti di una Legge pericolosa, ispirata a un presidenzialismo autoritario,  che nascondeva  la voglia di potere e di controllo in una sola persona, rifuggendo da ogni forma di partecipazione e condivisione sociale; ispirata  e a un nuovo centralismo regionale che limitava pesantemente le competenze e l’autonomia delle Province e dei Comuni. E‘ stata inoltre votata dal Consiglio regionale senza un vero dibattito del Consiglio stesso, sotto il ricatto dello scioglimento. Ancor meno vi è stato un confronto con le parti sociali, economiche e culturali della Sardegna. Ma c’è di più: la Statutaria favoriva il permanere al potere della casta politica, escludendone di fatto il popolo sardo: limitava fortemente infatti la libertà di partecipazione popolare dei cittadini, aumentando da 10 mila a 15 mila le firme per la richiesta dei Referendum e riducendo arbitrariamente le materie che si possono sottoporre a Referendum popolare, tra cui l’ordinamento degli organi statutari e degli uffici regionali. Infine annullava  l’equilibrio dei poteri, svuotando il ruolo del Consiglio Regionale a cui veniva sottratta tutta la materia regolamentare che andava in capo alla Giunta Regionale unitamente a tutte le nomine degli Enti Regionali su cui il Consiglio non aveva ha più nessun potere di controllo. E neppure risolveva -come pure sosteneva Soru- il conflitto di interessi, che anzi regolamentava  a favore del Presidente, degli Assessori e degli stessi Consiglieri, consentendo alle società di Presidente, Assessori e Consiglieri di beneficiare di provvedimenti di favore, compresa la partecipazione alle gare d’appalto indette dalla Regione con commissioni nominate e controllate dalla stessa Giunta regionale.

*storico

(Pubblicato su Il Sardegna del 19-5-2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Statutariaultima modifica: 2009-06-11T08:18:04+02:00da zicu1
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